Chirurgia delle cisti sacro-coccigee


CHIRURGIA TRADIZIONALE DELLA CISTI SACRO-COCCIGEA

Cisti sacro-coccigeeIn fase acuta, il trattamento è esclusivamente medico: terapia antibiotica, impacchi caldo-umidi e applicazione di unguento a base di ittiolo. Se l’ascesso non si rompe e matura fino alla forma colliquativa, è necessario procedere con l’incisione e il drenaggio del pus: l’incisione deve essere piccola e laterale rispetto al la piega interglutea, perché altrimenti cicatrizza con difficoltà. Tale trattamento può essere definitivo in circa la metà dei pazienti.

In fase cronica, oltre alla depilazione dell’area circostante la lesione, è necessario programmare un intervento di asportazione del tessuto malato:

  1. Intervento di Bascom: piccola incisione laterale rispetto al sinus e asportazione con curettage della cisti.
  2. Intervento radicale: viene effettuata una incisione a losanga mediana o laterale rispetto al solco intergluteo, si asporta tutto il tessuto patologico costituito dal sinus e dalla fistola e si sutura la ferita con un drenaggio in aspirazione lasciato in sede per alcuni giorni. A volte l’asportazione del tessuto è talmente ampia che occorre predisporre lembi di rotazione, plastiche a Z o a W per poter chiudere la ferita. Purtroppo in un’elevata percentuale di casi queste ampie suture si “riaprono” (deiscenza) e seguono lunghe e dolorose medicazioni con emissione di materiale maleodorante
  3. In rari casi si è costretti a lasciare la ferita “aperta” dopo l’asportazione della lesione. Residua una ampia ferita che necessiterà di numerose medicazioni prima della chiusura definitiva per seconda intenzione. Al di là delle problematiche legate al decorso post-operatorio, diversi studi effettuati rilevano una recidiva di malattia per tecniche “aperte” o “ chiuse” che varia dal 13% al 30% dei casi.



CHIRURGIA MINI-INVASIVA DELLA CISTI SACRO-COCCIGEA

EPSIT

La E.P.Si.T. (Endoscopic Pilonidal Sinus Treatment) e’ una tecnica eseguibile in regime di day surgery e in anestesia locale che, con una piccola incisione del diametro di circa 4mm e con l’utilizzo di un fistuloscopio, permette di effettuare l’intervento in due fasi: una diagnostica e una operativa. Lo scopo della fase diagnostica consiste nell’identificazione della malattia pilonidale e ogni tramite secondario o cavità ascessuali. Successivamente si procede con la fase operativa in cui viene rimosso il tessuto patologico e l’area infetta bonificata.

Rispetto alle tecniche tradizionali la E.P.Si.T. ha due vantaggi la visione diretta e la mini-invasività (Nelle immagini riportate è evidente il differente impatto tra i due tipi di intervento). Nel periodo post-operatorio non sono necessarie medicazioni ma solo lavaggi con soluzione fisiologica effettuabili direttamente dal paziente.

Ne deriva un decorso post-operatorio che non è minimamente paragonabile a quello delle tecniche tradizionali. Infatti solo il 9,7% dei pazienti è ricorso ad analgesici e il ritorno alle proprie occupazioni, incluse quelle sportive, è stato mediamente di 2 giorni (Endoscopic pilonidal sinus treatment: a prospective multicenter trial, Colorectal Disease 18, 164-170; 2016). Secondo lo stesso studio la completa guarigione delle ferite è avvenuta nel 94,8%.

Chirurgia Mini-Invasiva Cisti Sacro-Coccigea

Chirurgia Mini-Invasiva Cisti Sacro-Coccigea

ASPORTAZIONE CON BIOPSY PUNCH (TECNICA ISRAELIANA)

L'elevata percentuale di recidive, l'estremo disagio per le complicanze e il lungo recupero dopo gli interventi demolitivi di asportazione delle cisti sacro-coccigee, hanno portato ad adottare delle tecniche chirurgiche sempre più conservative.

La tecnica di Gips si inquadra perfettamente in questo atteggiamento. Essa consiste nella semplice asportazione degli orifizi cutanei con particolari bisturi circolari di vari diametri. Si associa ad una rimozione di tutto il materiale patologico, soprattutto pilifero, che si trova nel sottocutaneo con dei cucchiai chirurgici. Riduce le ferite a pochi millimetri. 

Il tasso di recidiva si assesta intorno al 20%, ma questa tecnica ha il vantaggio di poter essere ripetuta in caso di ritorno della malattia. Inoltre si può effettuare in anestesia locale, comporta una degenza di poche ore e un ritorno quasi istantaneo alle proprie attività.

LASERTERAPIA