Diagnostica delle fistole anali



ECOGRAFIA ENDOANALE 3D

L’esame, condotto in decubito laterale sinistro senza necessità di alcuna preparazione intestinale, viene eseguito inserendo nel canale anale una sonda rettilinea da 6 a 16 MHz il cui trasduttore 3D ruota ottenendo un immagine 3D ad alta risoluzione.

Una volta inserita la sonda viene analizzato l’intero canale anale valutandone la porzione più profonda, l’intermedia e la più superficiale.

L’immagine che si ottiene è a 360° in 3D dell’apparato sfinteriale e dei tessuti circostanti. A volte, per completezza diagnostica, l’esame si esegue per via vaginale.

Ecografia Endoanale 3d

Valutazioni ecografiche

Da un punto di vista ecografico le strutture che formano il canale anale appaiono come una serie di anelli concentrici a diversa ecogenicità, completi o interrotti a seconda del livello di scansione. Al centro dell’immagine è visibile l’apparecchio, subito intorno si può apprezzare un sottile strato ipoecogeno rappresentato dalla mucosa e al di sotto di essa uno strato iperecogeno dovuto alla sottomucosa, che nel canale anale viene più propriamente definito tessuto sottoepiteliale.

Valutazione Ecografiche

Esternamente al tessuto sottoepiteliale si trova uno strato ipoecogeno completo, lo sfintere anale interno, con spessore variabile tra 1.5-4mm nell’uomo e 2-4mm nella donna. Le caratteristiche dello sfintere anale interno si modificano con l’età. Anche l’ecogenicità si modifica ma per fenomeni compensatori.

Intorno all’anello ipoecogeno dello sfintere anale interno, si evidenzia un sottile strato iperecogeno che rappresenta il muscolo longitudinale intersfinterico.

L’ultimo anello da analizzare, il più esterno, è quello iperecogeno che rappresenta la sfintere anale esterno. Lo spessore medio è di circa 6mm e le sue caratteristiche appaiono diverse a seconda dell’altezza del livello del canale anale indagato.

La parte prossimale, profonda, non si distingue dal muscolo pubo-rettale, ed appare come una struttura iperecogena, a fionda, che circonda il retto posteriormente e lateralmente senza congiungersi anteriormente per la presenza del corpo perineale. Più distalmente, nelle sue porzioni media e superficiale, lo sfintere esterno si evidenzia come un anello iperecogeno continuo ad ecogenicità mista.

MANOMETRIA ANORETTALE

L’apparecchio è collegato ad una sonda gonfiata ad aria. L’esame viene eseguito a retto vuoto, dopo un clistere di pulizia eseguito 3 ore prima dell’esame, con il paziente in decubito laterale sinistro.

Si eseguono prima i tests per la sensibilità rettale con un palloncino gonfiato ad aria.

Poi la sonda lubrificata viene introdotta nel retto rilevando i dati pressori a riposo, in contrazione e dinamici.

Manometria Anorettale


Valutazioni manometriche

L’esame manometrico studia vari aspetti della funzionalità anorettale:

1. Pressione basale del canale anale: riflette l’attività tonica degli sfinteri a riposo. Circa l’80% è dovuto allo sfintere anale interno

2. Riflesso retto-anale inibitore: è un riflesso proprio dello sfintere anale interno che viene evocato insufflando un palloncino posizionato nel retto e consiste in una caduta pressoria nel canale anale. L’entità e la durata del calo pressorio è dipendente dal volume insufflato. Prima del rilasciamento compare sempre un’aumento di pressione che corrisponde alla contrazione riflessa dello sfintere anale esterno.

3. Contrazione massima volontaria: al paziente viene chiesto di contrarre lo sfintere in modo massimale e mantenere la contrazione il più possibile. Una riduzione della pressione e della durata di contrazione può essere riferita ad una lesione dello sfintere anale esterno.

4. Sensibilità rettale: gonfiando progressivamente il palloncino rettale, si può rilevare la prima sensazione di corpo estraneo nel retto, la sensazione di urgenza alla defecazione e il massimo volume tollerabile, sotto forma di dolore.

5. Test di espulsione del palloncino: viene eseguito al termine della manometria. L’espulsione o meno del palloncino sotto ponzamento può fornire informazioni sulla coordinazione motoria retto-anale.

Manometria Grafico Pressione

 



VIDEO ANO-COLONSCOPIA

Tutte le visite proctologiche si completano con l’anoscopia. L’esame utilizza degli strumenti del diametro di circa 23mm, a tronco cono o a becco di flauto, che permettono di valutare il canale anale e la porzione inferiore del retto. In questo modo è possibile individuare l’orifizio interno della fistola e le patologie anorettali associate.

Nei casi in cui vi sono sanguinamenti anali oppure vengono segnalati dolori addominali e/o disturbi dell’alvo di recente insorgenza (stipsi/diarrea) è necessaria la colonscopia. L’esame endoscopico, eseguito in narcosi, cioè in anestesia, permette di studiare il retto, l’intero colon e l’ultima ansa ileale (ileoscopia).

Quest’ultima potrebbe essere sede di una malattia infiammatoria (IBD) come il morbo di Crohn che può essere concomitante o successiva alla comparsa di una fistola perianale, con le stesse caratteristiche istologiche. In alcuni casi di dolore anale con forte infiammazione è conveniente eseguire i due esami insieme sfruttando l’anestesia generale e la magnificazione dell’immagine endoscopica del colonscopio.

Video Ano-Colonscopia